Lettera gionata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.pdf

 

25 novembre 2019. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Non è il primo anno che facciamo memoria di questa giornata, e dunque ci rendiamo ben conto che il rischio che si corre

è quello di vivere d’impatto l’emozione forte di un momento e di dire e ridire sempre le stesse cose.

Immuni per storia e per scelta da fantasticherie, ben saldi nella realtà, siamo certi che questa giornata debba

rappresentare ed essere il momento privilegiato, per sensibilizzare, parlare informare sul “problema” della violenza sulle

donne, che avviene ovunque: per strada, sul posto di lavoro, spesso- troppo spesso- dentro le mura domestiche.

Lo abbiamo già scritto: i diritti delle donne sono affermati dalla legislazione internazionale, europea e nazionale, ultimo

in ordine di tempo –in Italia- il cosiddetto “codice rosso”, la Legge 19 luglio 2019 n. 69 recante “Modifiche al codice

penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di

genere”

Ma tutte le leggi, i decreti, le disposizioni, e qualsivoglia conquista ottenute nel corso dei decenni, non rappresentano

mai un punto d’arrivo. Senza una costante e forte attività di vigilanza e controllo, i traguardi raggiunti rischiano

improvvisi salti all’indietro.

Mentre noi scriviamo, in questo momento , in questo “preciso” momento, 1 donna su 3 sta subendo violenza! una

bambina viene venduta come sposa ad un uomo che ha il triplo dei suoi anni, una donna viene violentata in un vicolo

buio, un’adolescente subisce mutilazioni genitali

La violenza contro le donne!

Dietro significativi concetti di emancipazione, modernità e liberta, la negazione dei diritti delle donne di tutte le età e le

etnie in ogni sfera della loro vita, passa attraverso gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata e

perciò stesso pericolosa, tanto degli uomini quanto delle donne! Come qualcuno, prima di noi, ha già detto: il grado di

civiltà di un Paese, si misura anche e soprattutto dalla condizione della donna in quella società.

Come liberare le donne dalla violenza in ogni sua forma?

Al di là di raffinate rappresentazioni mentali, fin troppo in uso nel nostro mondo super “occidentalizzato” allora, tanto per

cominciare, il rispetto reciproco alla base di ogni rapporto. La messa a fuoco sulla centralità della “persona” nell’ordine

individuale, familiare, sociale e la piena realizzazione dei suoi bisogni morali , materiali, intellettuali. Un grande rigore sui

valori, le qualità, i talenti, le doti, le virtù, le abilità, i meriti, le capacità, l’esperienza, la competenza, la preparazione di

ogni individuo.

A prescindere dal sesso!

C’è ancora tanta ipocrisia ed indifferenza sulla violenza alle donne. E che ci piaccia o meno la nostra resta

presentemente una società “maschilista”, dove il principio della parità e del rispetto tra uomini e donne è ancora troppo

spesso solo parlato.

Rispettare le donne non perché qualcuno ci obbliga a farlo, ma per una completa presa di coscienza, è una battaglia

culturale che dobbiamo vincere attraverso un lavoro comune che ci renda tutti responsabili e protagonisti. E quindi?

Tolleranza zero verso parole “violente” nei discorsi su e per le donne. La ferma condanna dei fenomeni che possono

alimentare idee e discorsi di matrice discriminatoria. Una decisa presa di posizione “contro” atteggiamenti e

comportamenti brutali, aggressivi, maneschi. Ciascuno secondo la propria competenza!

Il nostro contributo come Organizzazione, è innanzitutto quello di contrastare gli stereotipi di genere, sviluppando e

trasmettendo nella vita di tutti i giorni in azienda, la cultura attiva e partecipata della parità e non quella della

discriminazione, considerando le diversità, libere da disparità e pregiudizi, un valore ed una risorsa da promuovere

sempre.

Un abbraccio a tutte voi, carissime madri, mogli, sorelle, amiche, compagne, figlie, nipoti, colleghe, iscritte e

simpatizzanti e in voi idealmente a tutte le donne del mondo.

Dal cuore

Segretario Regionale

SLP-CISL Lazio

Riccardo Barbati


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