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 13 novembre 2019

Giornata mondiale della gentilezza

Viviamo un tempo complesso, inesplicabile, per certi versi incomprensibile, sempre più spesso connotato da un sottile veleno che si è subdolamente insinuato nella circolazione sanguigna delle nostre società, infiltrandosi nei rapporti umani prima che nelle comunità sociali.

In un mondo che ha smarrito non solo la consapevolezza, il senso di responsabilità e la cultura che cerca e crea la comprensione del diverso, ma più banalmente e tragicamente, norme, comportamenti e regole di vita, atteggiamenti, attitudini e parole che usiamo nei confronti degli altri sono un po’ il “polso emotivo” delle relazioni.

L’esclusione di ogni possibilità di compromesso o di soluzione anche parziale nello scontro tra le parti, ha ridotto all’osso il senso della comunità. I rapporti politici si sono radicalizzati, quelli tra le persone si sono inaspriti. La rete e le sue libertà di insulto la fanno da padrone. I talk show quando non sono solo spazzatura, ne sono permeati.

Il linguaggio che da sempre esprime il pensiero collettivo negli ultimi anni è cambiato in peggio, è diventato rabbioso, pieno di livore, intollerante verso tutto e tutti

I più vecchi – oggi convenzionalmente diversamente giovani! –  ricorderanno che una delle prime cose che un bambino imparava a scuola – se non l’aveva prima imparato in famiglia – era che le parole non sono tutte uguali: ci sono parole buone e parole cattive. Parole e parolacce.

Ed è vero che «la prima volta che gli uomini, invece di aggredirsi con pietre e frecce, si sono presi a male parole la civiltà ha fatto un enorme balzo in avanti”, ma oggi il nostro linguaggio ha raggiunto gradazioni di violenza che avvelenano la vita di tutti noi e quello che una volta era definito “turpiloquio” è usato così scriteriatamente che la maggior parte delle persone non si accorge neppure più quando lo usa.

Ci sono alcune esclamazioni colorite che, in certi rari frangenti possono risultare efficaci e perfino divertenti, ma il capo/capino/capetto che rimprovera continuamente con parole ingiuriose e toni pesanti e davanti agli altri colleghi un proprio collaboratore/lavoratore, rischia e rischia grosso. Tanto più che un clima teso in azienda raramente contribuisce all’aumento della produttività. Al contrario, un clima sereno aumenta la spinta motivazionale, fungendo da gratifica spesso tanto quanto un bonus economico

En passant per tutti – ma soprattutto per i c/c/c/ incriminati -, le conferme delle sentenze di condanna della Corte di Cassazione circa i rimproveri accesi considerati parte integrante di un clima vessatorio e riconducibile dunque a fenomeni di mobbing e relativi risarcimenti dei danni biologici.

Tutti coloro che si riconoscono in questo “normo-tipo” sono dunque oggi formalmente avvisati e diffidati dal farlo ancora!

Per storia ricordiamo che a Roma chi fosse stato sorpreso a proferire “vocaboli indicibili” era gettato dalla rupe Tarpea, gli Egiziani li punivano con la decapitazione, i Greci con il taglio delle orecchie, per gli Ebrei c’era la lapidazione, nel medioevo erano messi alla gogna, fustigati o gli era marchiata la fronte…

…noi invece, uomini e donne del nostro piccolo grande mondo, la nostra famiglia SLP, sempre protagonisti del cambiamento, ci attiviamo oggi per dilatare all’infinito, la giornata del 13 novembre 2019 per riscoprire insieme il “magico” potere della gentilezza. Perché se è vero come è vero, che possiamo e dobbiamo avere opinioni diverse, non per questo siamo costretti ad insultarci quotidianamente. Tolleranza, cortesia, buona creanza, comprensione e urbanità non sono le parole della debolezza, ma della forza. Quella leggera e potentissima, che fa la differenza nelle nostre relazioni, in famiglia, con gli amici, al lavoro. Quella dell’intelligenza sociale e del pensiero complesso e raffinato. Quella che mentre comunichiamo, fa scintille perché parla di idee, di confronto, di ascolto, di comprensione e dell’altro comunque diverso da noi, da rispettare. Sempre.

Nella vita di tutti i giorni, sforziamoci dunque tutti, di praticare la gentilezza, tenendo a mente che le nostre conversazioni possono essere rigeneranti  e positive o velenose e distruttive e che […] esiste sempre un valore ottimale oltre il quale ogni cosa diviene tossica. –Gregory Bateson-

Nella “famiglia allargata” di Poste, la nostra piccola comunità di uguali e diversi, invece, in alternativa al dilagare della malacreanza, ognuno – ogni giorno – si sforzi di dare il buon esempio, tenendo ben a mente il valore ottimale…  Al “tossico” di turno nelle sedi opportune penseremo noi!

Serena  e gioiosa giornata della gentilezza

Dal cuore 

                                                                                                                                Riccardo   Barbati

                                                                                                                                 


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