“In questa umana convivenza assai colma di errori e di sofferenze, ci confortano solo la fede non simulata e la solidarietà di veri e buoni amici”.

(De. Civ. Dei 19, 8)

Carissimi,

prima dei doverosi e sentiti scambi di auguri reciproci, mi sia consentito ricordare senza troppi fronzoli e giri di parole, insieme ad ognuno di voi che c’era e ha fatto la storia insieme a noi, l’importanza che quest’anno che volge al termine ha avuto per la SLP Cisl che ha celebrato il 25° anniversario dalla fondazione. Anni intensi ricchi di grande impegno e di duro lavoro. Protagonisti  della vita e delle sorti dei lavoratori e delle lavoratrici tutti. Interpreti veritieri del cambiamento e del vero senso della “mission” della più grande azienda di servizi del Paese.: Poste Italiane. La Nostra Azienda!

Non siamo mai stati per le frasi fatte e i luoghi comuni. Abbiamo sempre condiviso con voi la complessità e la gravità della crisi in atto, pertanto mettere nero su bianco tutto ciò che in questo anno che sta finendo, siamo, nonostante tutto, riusciti a fare non è auto celebrativo,  ma nell’essenziale, informativo.

Tra organizzazioni e riorganizzazioni, abbiamo conseguito in forza della nostra proverbiale ostinata costanza, pervicacia e fermezza e  in virtù dell’’intensa attività negoziale, obiettivi importanti.

Per questioni di brevità citiamo i più significativi

  • L’accordo sul riordino del recapito che ha rimodulato l’attività distributiva e di consegna di Poste
  • il confronto ancora in corso sulla logistica
  • l’accordo sulle politiche attive del lavoro che ha riproposto, dopo oltre dieci anni, un percorso assunzionale vero e diffuso per contrastare il fenomeno del precariato,
  • le azioni positive di trasformazione part-time/full time      
  • i processi di mobilità che hanno intercettato bisogni essenziali di tantissimi lavoratori

Insomma per farla breve, il necessario per ridare pace e speranza ai diversamente “forti”: i piccoli, i deboli, gli ultimi.

Non ci illudiamo. Non abbiamo spostato il mondo! Consapevoli  come siamo che l’anno che sta finendo è stato duro e carico di fatica per troppi di noi.

Nonostante le strade addobbate a festa, le luminarie elaborate, variopinte e colorate, la mancanza di lavoro e le conseguenti ristrettezze economiche, la scarsità di luoghi accoglienti, di persone incoraggianti, la penuria di riferimenti significativi, di idealità e non ultima la tiepidezza dei cuori, ci ricordano la complessità e la gravità del tempo presente.

Assuefatti  agli impulsi elettronici piuttosto che alle vibrazioni umane, quelle dell’essere non quelle dell’apparire, abbiamo smarrito la strada e camminiamo seguendo non più la Cometa, ma inutili meteore, isolati dalla maggior parte delle relazioni che danno senso all’esistenza. Eternamente soli.

In questo tempo oscuro, incerto, affannato alla ricerca di speranza, caratterizzato dalla disgregazione atomistica della società intesa come pluralità di persone diverse tra loro, celebrare oggi la memoria del Santo Natale nella sua primordiale sacralità appare, quasi sovversivo…

Quel Bambino Gesù che nasce a Betlemme da una famiglia sconosciuta, povera, che sembra non avere alcuna scintilla Divina in sé, esule, lontano da casa – perché così voleva la legge dell’imperatore di Roma -, ci invita oggi più che mai, a spendere tutte le nostre energie vitali, per ricercare ogni giorno la giustizia e le regole di convivenza universali. La comprensione del “diverso” da noi, dell’altro inteso nel senso più lato del termine, non sono debolezza, ma vera forza. La forza del pensiero complesso e collettivo, dell’intelligenza sociale, che non si pratica nelle periferie dell’astrattezza!

Senza il Natale-Natalis-Nascita, senza la rigenerazione dell’amore e del dono, senza la vibrazione dell’essere che è anche il volto umano di nostra Madre terra, che conosce la compassione, la misericordia, la tenerezza, la gratuità, che sa ascoltare e condividere le sofferenze dell’altro, ci stiamo condannando ad un presente senza futuro…

Noi, SLP Cisl, che il nostro futuro lo costruiamo ogni giorno con la nostra storia, ci auguriamo che queste Festività, siano  per tutti ,non un punto di arrivo, ma di partenza alla riscoperta di valori persi nello sfarzo sprecone e vertiginoso di questa nostra società super industrializzata, sempre più folle, satolla di cose inutili, misera di ciò che conta per davvero e devastata da un progresso che ha frantumato il senso della collettività e svilito e degradato i principi democratici dell’uguaglianza tra tutti gli uomini di “buona volontà”.

Se tutti i giorni della nostra vita, sapremo metterci in gioco con libertà e senza riserve per crescere e camminare insieme, umili sempre da non sentirci mai maestri o arrivati,coerenti con i nostri valori, certi che è il cuore a prendere le decisioni giuste e decidere da che parte stare e che il cammino della Verità e della conoscenza ottenuta per mezzo della comprensione dell’esperienza, non è mai compiuto se non lo si fa insieme, le nostre saranno realmente Sante festività.

Dal cuore auguri a tutti


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